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Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Angelo Stano
Copertina: Angelo Stano
In una notte di tempesta il Maggiolino di Dylan decide di guastarsi e di lasciarlo a piedi nel bel mezzo di un’isolata strada provinciale. All’Indagatore dell’Incubo non resta che trovare rifugio nello sperduto Bates Motel. Dylan non rimane l’unico occupante delle stanze dello scalcinato albergo e, nel giro di poche ore, le camere si riempiono di altri clienti, giunti in quel luogo per scampare alla furia della pioggia o spinti dalla semplice sfortuna. Ma la luce dei fulmini che rischiarano la notte proietta un’ombra terribile su tutti loro… quella di uno spietato assassino!
È una strana storia, questa. Per tanti motivi, forse anche perché in fondo tratta di splatter ed altri argomenti così normali per una testata dedicata all'orrore. Forse anche perché è la seconda storia scritta da Tiziano Sclavi dopo anni di esilio volontario, e si sente: si sente che Sclavi è cambiato, e si sente che è comunque una storia di Sclavi.
Il timore di trovarsi di fronte una delusione c'era, dopo la tanto decantata ma tutto sommato banale storia doppia della Barbato e dopo il perplimente Ucronìa dello stesso Sclavi, e però la lettura è stata piacevole. Nulla di eclatante o sensazionalistico, crisi esistenziali del protagonista della testata, e così via. Nemmeno, nonostante le apparenze, un whodunit in cui ciò che conta è scoprire l'identità dell'assassino... che poi, personalmente, dalla copertina avevo lanciato la previsione che la figura armata potesse essere la madre di Dylan vestita da Dylan per citare Psyco... e invece....
Che poi Sclavi qui gioca a prendere in giro i lettori e citare il proprio personaggio, cose che ha quasi sempre fatto con maestria: Dylan Dog in missione al Bates Motel lo avevamo già visto nel bellissimo Dal profondo che scrisse in coppia con il Buon Vecchio Zio Alfredo Castelli. Ma non è lo stesso Motel, nonostante il nome. E non è nemmeno lo stesso Norman Bates, nonostante il nome. E a dirla tutta...
Beh, il momento prima o poi deve arrivare, e come di consueto quando si affrontano argomenti che potrebbero rovinare la sorpresa in chi ancora non ha letto l'albo (e siccome questo non è il blog adatto agli sputtanamenti dei finali) è con moderato entusiasmo che annuncio lo
S P O IL E R
Dicevo, un albo atipico.
Un albo senza Groucho.
Senza Bloch.
Senza galeoni e robe varie.
Un albo senza neanche un Giuda Ballerino o un riferimento al quinto senso e mezzo.
Come mai?
Perché, a dirla tutta, è anche un albo senza Dylan Dog.
Si scopre un po' alla volta, come la pioggia che si fa anticipare da poche gocce e poi termina in uno scroscio martellante.
Le prime battute di Dylan allo pseudo signor Norman Bates, appena giunto al motel: "il mio maggiolino dell'86 mi ha piantato in asso..."
La sua firma sul registro, anche... e la reazione stranamente composta alla donna in fuga che si rifugia da lui dopo essere sfuggita al marito maniaco.
Poi quel killer, dal volto in ombra che apparizione dopo apparizione diventa sempre più distinto, e già a metà della narrazione non lascia dubbi sulla propria identità.
E i non riferimenti a Bloch, ad esempio, quando Dylan pensa più di una volta di rivolgersi alla polizia.
Poi, l'apocalisse: Dylan, e la donna, e tutti gli altri morti. Uno dei due, si sa, è l'assassino, situazione all'apparenza già vista (in Sette anime dannate, per quelli a cui piace la precisione).
Ma questo non conta, perché già sappiamo la realtà, già sappiamo, noi lettori, chi è il colpevole. Già sappiamo che è Dylan Dog.
Dov'è, allora, il mistero?
Un po', forse, nel chiedersi perché Dylan lo faccia, e magari - da smaliziati - come farà questa volta l'autore a cancellare tutto. Basterebbe, in verità, tirare in ballo Cagliostro l'aggiustauniversi, o ipotizzare realtà alternative ucroniche, o concludere il tutto con "... e alla fine si svegliò". Che è anche, in effetti, quanto succede.
Perché tutta la storia è in effetti un delirio, ma di qualcun altro. Il solito psicopatico scappato dal solito manicomio che interpreta la realtà a modo suo. Già visto anche questo, sì, ma con una sottile differenza, qualcosa che ribalta tutto quello che ho scritto fino ad ora. Forse.
L'assassino, quello vero, si chiama Otis Lloyd. Forse. Non somiglia per niente a Dylan Dog, ed ha già ucciso molte volte, in passato.
È uno schizofrenico dalle personalità multiple, tra cui anche quella di una specie di detective, un certo Dylan Dog.
Ho letto l'albo almeno tre volte, e continuo a pensare che possa anche essere una rivelazione alla Bobby Ewing. Una boiata pazzesca, insomma!
Però mi piace.
Alè, è finita!
Per carità sono state tre belle giornate, ma sono state anche stancanti.
Questa mattinata é iniziata con la visita alle mostre espositive, tutte accorpate nell'Auditorum San Girolamo, vicino al Museo del Fumetto, sono state tutte interessanti, ben allestite, e ricche di spunti per ogni visitatore.
A mezzogiorno, finita la visita alle mostre espositive, pranzo a base di rigatoni col sugo e insalatona, poi passeggiata sulle mura di cinta; un breve riposo e poi visita al padiglione dei Games, anche questo pienissimo di gente.
Alle 15:30 incontro con gli autori underground, pubblicati sull'ultimo XL, qualche autografo e di nuovo in giro per l'ultimo acquisto: un manga della Star Comics, carino.
Un saluto ai vari conoscenti e amici e.. questa Lucca Comics é finita davvero, la prima dopo sette anni!
Nelle prossime settimane, sul sito di Fumettomania (www.fumettomania.net) presenterò le tante foto scattate e il reportage della manifestazione
un saluto a tutti..
mabe
Che abbuffata ragazzi!
La Star Comics ha festeggiato vent'anni con un'apertivo, che ormai si avvia alla conclusione.
Potevo mancare ad un evento cosi' importante? Certo che no, pure io ho usufurito delle prelibatezze a base di tartine, formaggi, salumi, dolcetti vari, sangria, prosecco e torta finale con tanto di candeline.
Mi sono divertito, a mangiare naturalmente, anni e anni di spese per fumetti degnamente ricompensati!
Finita la parentesi dell'abbuffata, torno alle cose serie..
La mattinata è passata tra stand visitati, con molta calma, facendo foto a qualcuno carino, poi sono stato alla presentazione del volume "Watchmen 20 anni dopo", libro di critica della Lavieri Edizioni, con 12 saggi di dodici autori diversi, più una serie di pin-up, molto belle; a seguire ho incontrato Giuseppe Palumbo che ha presentato un nuovo volume di Diabolik, dedicato a Ginko, per la Astorina; poi sono stato all'incontro con Alfredo Castelli, che ha presentato un volume dedicato alle origini del fumetto sui quotidiani, con delle diapositive molto belle.. finito il suo lungo intervento, ci siamo presi un caffè e ho chiaccherato con lui di fumettomania, di martin mystère, con lui e con Filippucci.. l'impostazione della rivista gli è piaciuta, la copertina pure..l'intervista la invierà in tempi brevi..
Poi ho la piacevole sorpresa di rivedere dopo tanti anni Claudio Castellini, il mitico disegnatore di Nathan Never degli inizi, sorridente e cordiale come sempre..di seguito ho parlato con Vanna Vinci, che mi ha fatto i complimenti per tutte le introduzioni alle domande che gli ho fatto ieri, che secondo lei sono molto, vedrete poi di cosa si tratta..
Infine la serata si sta chiudendo in bellezza con l'aperitivo già descritto all'inizio.
a domani
mabe
Ed eccomi a lucca dopo sette anni!
La manifestazione è cambiata moltissimo, a cominciare dalla sede dei padiglioni è all'interno delle mura, cosa che rende più piacevole la visita degli spazi espositivi, e mette i visitatori a contatto con la città vera e propria, con le sue stradine strette, con i palazzi medioevali e cinquecentechie e con le chiese.
I padiglioni poi non sono ammassati , ma vicini e quindi facilmente raggiungibili, tante le aree per la sosta..ovviamente passeggiare all'interno della città e dei padiglioni , oggi, è stato reso possibile anche per la bella giornata di sole, anche se molto freddo..
Al solito, nello stand 2, quello degli editori, la fanno da padroni la sergio bonelli editore, la walt disney, la panini comics, ma anche tutti gli altri hanno una loro buona visibilità, compresi quelli della play pres, privati di superman e batman, ormai pubblicati da Planeta de Agostini.. tante le piccole realtà che cercano di proporsi in un mercato che, a parere mio, è sempre più difficile.
Personalmente ho comprato due volumi Magic press, due della Kappa edizioni (uno di Vanna Vinci), due della Panini (collana 100%marvel). Tra gli autori incontrati, Stefano Casini, Vanna Vinci, Giuseppe Palumbo, Alfreo Castelli, Manlio Mattaliano..
ora sono stanco.. mi vado a prendere un'aperitivo con alcuni amici e poi chiudo questo prima giornata lucchese..
a domani
mabe