FUMETTOMANI@ Rivista di critica, approfondimento, recensioni, interviste e preview sul mondo dei fumetti

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giovedì, gennaio 22, 2004

TRAPPOLA SEDUCENTE - RATMAN / VENERDÌ 12 FRASI DA RICORDARE
  • Pensieri di RATMAN in fuga in un luogo buio: "Devo fuggire da qui! Una luce in lontananza! Correrò vrso di lei!
    Il mio istinto mi blocca per un attimo... Nella mia mente si forma una serie di rapide immagini... una falena... vola verso la luce di una candela... si brucia le ali... cade... palpita un ultimo istante... muore.

    Una luce in lontananza! Correrò laggiù, verso di lei!"
  • GIUDA, ammirando Bedelia in camicia da notte: "Carine, le mutandine con sopra gli urari di apertura al pubblico!"
  • ALDO: "Ci sono ragazze per cui la bruttezza non è un problema!"
    BEDELIA: "Infatti non è un problema...
    ... MIO!"

Sniff sniff! Col cuore colmo di tristezza devo comunicarmi, amici ratmaniaci, il mio cordoglio per la fine del ciclo di Venerdì 12, che così tanto ha tenuto compagnia al voster semper voster Votarxy. Ma andiamo con ordine.

RATMAN: TRAPPOLA SEDUCENTE Altro riempitivo a testimonianza della maggiore attenzione che Ortolani ha dedicato alle avventure conclusive della serie di Aldo, Giuda e Bedelia. La storia era infatti uscita in originale all'interno di un certo calendario per ratmaniaci osssessionati e assatanati dal sesso, ed infatti personaggio principale di trama e calendario è niente popò di meno che La Gatta, nota serial-killer sovrannaturale in cerca di immortalità. In ogni caso è un utile avvertimento sui rischi che si corrono a guardare le immagini zozze: miopia, ipertrofia asimmetrica alla mano preferita, nanismo, etc, sono sono bazzecole di fronte all'eventualità di precipitare in un'oscura dimensione all'interno del calendario, dove la donna più bella è una belva famelica

I MIEI RAGGUARDEVOLI SABATI SERA: CADE L'ULTIMO TABÙ Ed anche questa serie finisce, abbastanza alla grande, con i nostri nostrani e sfigatissimi eroi che riescono finalmente a raggiungere l'agognata meta: la discoteca. Forse.

VENERDÌ 12: VENERDÌ 12 Sniff sniff! Col cuore colmo di tristezza devo com... ah, questo l'ho già scritto... Ragazzi che finale col botto per Aldo. Anni di misera esistenza nei panni di un mostro ributtante riscattati con il coraggio leonino dell'essere che non ha nulla da perdere, dell'uom... di colui che ha deciso di non fare più da zerbino o da servo della gleba, che ha finalmente scelto di vivere nel presente smettendo di cercare nelle altre una donna che semplicemente è troppo per lui! Non sono i nostri ricordi a farci del male, miei fedeli lettori, ma solo il nostro macerarci nel cercare di adattarli al presente, di vivere in loro, di adattarci ad un passato che più non esiste, senza accorgerci del mondo che accanto a noi continua il suo cammino, pirandelliani in un teatro dadaista.
Forse non sono le parole più giuste per commentare una storia che in ogni caso è una storia divertente, e che vale la pena di essere letta e vale da sola i due euri del prezzo di copertina. Però al momento avevo quelle sottomano, e non voglio certo anticipare la trama a quelli che ancora non hanno letto. Al limite sparo un paio di battute nella colonnina a destra...

testi, disegni, copertina e lettering: Leo Ortolani
colori: Larry Ortolani









Recetto da: Votarxy a 20:01 | link | commenti (2) |

domenica, gennaio 18, 2004

UN MONDO SCONOSCIUTO - DYLAN DOG 208 FRASI DA RICORDARE
  • Mentre gli orchi attendono, oltre le mura, il loro capo (Kronam, ossia ManOrk al contrario) sta per celebrare un rito sacrificale ai danni di quattro pirla, quando intervengono Dylan, Groucho e compagni e iniziano a massacrare tutti a colpi di mitra e pistola.
    RATTATATA BANG RATTATATA RATTATATA BANG RATTATATA RATTATATA...
    ORCO1 (ascoltando da dietro la porta): "Che rumori portentosi! La magia del maestro è davvero grande!"

Ebbene, è successo. Da anni gli sceneggiatori si sforzavano nel tentativo di sfornare una storia che fosse più brutta di Il bosco degli assassini. C'erano già andati vicini con La storia di Dylan Dog, ma soltanto grazie allo sconvolgente apporto del fu-bravo Tito Faraci si è reso possibile questo evento.
Un mondo sconosciuto è, almeno sulla serie regolare, il massimo del minimo.

Troppe le brutte cose da dire per spiegare il motivo, occorrerebbe leggere l'albo per comprendere pienamente, e non voglio certo dare consigli tanto deleteri.

Eppure Faraci non è certo un pinco pallino, basti considerare il premio ricevuto recentemente per la sceneggiatura de Il segreto del vetro direttamente dalle mani di Antonio Ricci. Do il beneficio del dubbio, anzi, a Faraci: diciamo che la sceneggiatura per quest'albo di Dylan Dog è venuta così orribile perché era alle prese con la stesura della ministoria di Spiderman a Venezia.
Ma a quelli che dovevano visionare il contenuto della storia e bocciarla inesorabilmente quale beneficio del dubbio si può dare?
Nessuno, direi.
Così come non so in base a quale logica l'albo
Il numero duecento sia stato premiato da Fumo di China addirittura come la migliore storia di tutto il 2003. Ma siamo fuori? Non mi ritengo affatto un esperto, ma considero che se quella storia a cui darei una sufficienza risicata sia la più bella del 2003 ci sarebbe poco da stare allegri. E si che, tanto per restare in casa Bonelli, proprio nello stesso anno è uscito l'episodio 73 di Magico Vento, quella si una bella storia, La montagna degli specchi. E vogliamo parlare dell'esalogia di Ratman? o del divertentissimo episodio di Gea intitolato Il figlio del tuono? Mah! Chissà che criteri hanno seguito i giudici popolari...

Dimenticavo: i disegni sono di Cossu, l'autore è bravo, ma non particolarmente ispirato; inoltre ultimamente gli affibbiano i fantasy, mentre io lo preferivo di gran lunga in storie angoscianti come ad esempio Ombre.

Dimenticavo: l'albo negli intenti dovrebbe anche far ridere. Dovrebbe.

soggetto e sceneggiatura: Tito Faraci
disegni: Ugolino Cossu
copertina: Angelo Stano
lettering: Ileana Colombo







Recetto da: Votarxy a 14:26 | link | commenti (5) |

mercoledì, gennaio 14, 2004

HOLLYWOOD BRUCIA - JOHN DOE 8 FRASI DA RICORDARE
  • MAUDE presenta a JD gli "ospiti" del Centro dei Cacciatori: "Leggenda metropolitana inglese: diciassette pakistani, furbi come il diavolo... ti allontani per fare lea sopesa e loro ti occupano la casa, entrando dal solaio."

Tanto per cominciare ringrazio Bartoli e Recchioni per aver intitolato questo episodio come lo hanno intitolato. Spinto dalla curiosità ho dato una spulciatina su internet, scoprendo che il titolo è identico a quello di un film dalla trama molto stuzzicante per quanto, a detta di alcuni critici, non molto riuscito.
Tra l'altro l'immagine qui a fianco, sempre grazie ai miei problemi di mancanza di scanner, non rappresenta, come i più accorti avranno intuito, la copertina di questo episodio di JD, ma proprio la locandina del film a cui l'albo deve il nome definitivo.

La trama (dell'albo) ruota attorno ad un vecchio classico, ossia le leggende urbane ed i loro creatori, e poiché John Doe è di per se una leggenda urbana è chiaro che i creatori siano molto interessati a lui.
JD fa così conoscenza con diversi miti vecchi e nuovi, come Sherlock Holmes o l'uomo col biglietto vincente della lotteria, o un tizio ipertrofico e con un gran cervello che somiglia tanto a Bruce Wayne ma che non viene mai nominato (problemi di coprywater?).

Ma in fondo non è che della trama o del finale un po' debole o delle inconguenze importi poi tanto, le cose che colpiscono di più sono altre, delle boutades piazzate nel corso della storia che però dànno il loro effetto: per esempio la triste storia di John Smith, un uomo costretto dai Creatori ad interpretare il tizio a cui viene asportato un rene (immortalato in una celebre canzone), sadicamente senza anestesia, poi abbandonato ogni volta in una parte diversa del mondo perché racconti la sua storia ed infine, ogni volta, riacciuffato perché gli si possa trapiantare nuovamente lo stesso rene per poterlo poi togliere.
Ma soprattutto, e questo è ciò che pone la differenza tra il modus operandi di John Doe e quello dei personaggi bonelliani, è degna di menzione la sequenza in cui John Doe, per far lavorare al meglio Sherlock Holmes, lo fa drogare con una dose di morfina (soluzione al 7%); per la cronaca, la storia in cui Holmes guarisce dalla sua dipendenza, intitolata appunto "soluzione al sette percento", è un apocrifo realizzato da Nicholas Meyer, il celebre investigatore tendeva a farsi di cocaina e, se non ricordo male, essa non lo aiutava a risolvere i casi ma ad ammazzare la noia tra un caso e il successivo. Ciò premesso, un simile atteggiamento resta comunque un bel pugno nello stomaco!

In questo episodio, per la prima volta, i quattro cavalieri dell'apocalisse non compaiono nemmeno di striscio, e la facilità con cui John viene catturato dal gruppo di creatori di leggende dimostra ancora una volta quanto i suddetti cavalieri, a dispetto dei propri poteri, siano dei pasticcioni incompetenti (essendo burocrati, dirà qualcuno...).

In ultima tavola la presentazione di un nuovo personaggio, un simpatico bimbetto che gioca con la Terra come se fosse una biglia! Chi sarà? Mi ricorda un certo modo di immaginarsi Dio...

soggetto: Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni
sceneggiatura: Lorenzo Bartoli
disegni: Walter Venturi
copertina: Massimo Carnevale
grafica: Mad Cow




Recetto da: Votarxy a 17:30 | link | commenti |

martedì, gennaio 06, 2004

LA NOTTE DEI DIAMANTI - JULIA 64 FRASI DA RICORDARE
  • SIGNORA HOPKINS: "Cielo, mio marito!" (ma non è quello che pensate voi, maialetti!)

C'è una Creamynologa, Julia Kendall, che nella stessa notte flirta con un integerrimo tenente della polizia di New York (Alan Webb) e con un ladro gentiluomo ma non troppo incontrato anni prima su un treno, poi le vengono i sensi di colpa per aver tradito così la fiducia del suo amico tenente ma ci ripensa e si pente di essersi pentita perché da brava veterofemminista non sopporta che secondo il pensiero comune un uomo pieno di donne è masculu mentre una donna piena di uomini è una... ehr... come dire... sì insomma... una puttana, ecco!
A ogni modo, a dimostrazione della serrata continuity della serie, in 64 episodi Julia e Webb si sono baciati in ben due occasioni, ed in entrambi i casi la situazione si è subito risolta senza spazio per futuri strascichi (nuziali o di altro tipo); stavolta addirittura Berardi, pur di ostacolare la storia tra i due, fa prendere una bella botta in testa al tenente, che così dimentica il bacio e tutti i buoni propositi.
Però non è nemmeno bello che una criminologa si metta con un fuorilegge (non siamo certo in un film dei fratelli Coen), quindi il simpatico Tim O'Leary è costretto a rivelarsi un incorreggibile furfante che si approfitta dell'ingenuità di una fanciulla imberbe per fare i suoi porci comodi.

Ah, nel mezzo c'è , oltre al solito riconoscibilissimo incubo, anche il solito giallo-noir, per una volta senza morti, con il complotto per eliminare un tizio e tutta una serie di macchiette, che culmina con l'ennesima citazione tarantiniana dove tutti si trovano con l'arma in pugno o cercano di comprare i killer degli altri invece di assumerne di nuovi.

Che @@!!!

Nella posta del cuore, una lettrice della prima ora si lamenta per il nuovo frontespizio di pagina tre, che arriva a mostrare pericolo, sospetto e tutte cose che in una serie gialla-noire come questa non vanno bene, e viene prontamente cazziata e confortata da Berardi in persona che la assicura che i buoni sentimenti non mancheranno!

soggetto: Giancarlo Berardi
sceneggiatura: Berardi e Mantero
disegni: Federico Antinori
copertina: Marco Soldi
lettering: Maria Pejrano



Recetto da: Votarxy a 14:11 | link | commenti (1) |

sabato, gennaio 03, 2004

Cari utenti (nemmeno 25 come nel mio altro blog),
è con sommo piacere che vi comunico (posso darvi il voi, vero? non vi offendete per questo retaggio del passato?) che è recentemente passato alle stampe il nuovo numero di
Fumettomani@, la fanzine cartacea di cui questo blog è referente; la ghiotta clientela potrà reperirlo nelle fiere di tutta Italia isole comprese o anche nelle migliori librerie/fumetterie/edicole di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
La copertina nasce dalla jam session tra due bravi autori, dei quali uno è l'arcinoto
Leo Ortolani e l'altro è Alessandro Boni, autore di Heart of Chastity, e mi dispiace che il disegno accanto non sia abbastanza grande da mostrarne in pieno le capacità.
Per la cronaca, come raccontato in quarta di copertina, la collaborazione tra i due disegnatori è nata in questo modo:

Durata dell'incontro: 45 secondi circa.
Luogo: tendone di Rimini Comics
Dialogo:
- Sei Ortolani?
- Si...
- Piacere, A. Boni, di Cuore di Castità!
- Conosco...
- (è già qualcosa) Facciamo una copertina a due mani per Fumettomania?
- Si...
(veloce scambio di mail)
- Ti invio il disegno e tu gli inserisci il topo?!? Poi lo coloro...
- Si...
- Ci sentiamo...
THE END

L'interno della fanzine, tanto per giustificare la presenza del ratto in copertina, comprende:

  • un lungo dossier sul fenomeno Rat-man (curato da Mario Benenati e Antonio Recupero)
  • diversi articoli sul fumetto in generale (in particolare una bellissima filippica di Maurizio Pustianaz sugli inopportuni aumenti dei prezzi, che fa il paio con l'editoriale di Mario Benenati)
  • un fumetto di 5 pagine interamente realizzato da Oscar Celestini
  • il reportage su Lucca Comics 2003 e, tra le altre cose,
  • ben due articoli due del signor Votarxy, dei quali uno è stato pubblicato su questo stesso blog e l'altro si occupa a grandi linee del Dead Man Walking di Rrobe, ovvero John Doe, redatti col consueto stile verboso e dispersivo a coprire una totale mancanza di idee dell'articolista, il quale come tutti sanno è convinto di essere chissà chi e si smonta solo per farsi dire dagli altri di essere un genio. Che poi gli altri non lo dicano mai dovrebbe significare qualcosa, ma spiegateglielo voi che con me non parla più da anni.

Qualcuno potrebbe aver notato uno stile differente rispetto alle solite recensioni del Votarxy, con toni più elegiachi e zero critiche. C'è chi potrebbe sospettare una sorta di autocensura del suddetto per non doversi pronunciare sull'operato proprio e dei suoi collaboratori, ma non ci vuole molto a dissolvere questi dubbi. Nell'attesa di trovare il "non molto" necessario il Votarxy vi augura buona lettura!


















Recetto da: Votarxy a 16:12 | link | commenti (3) |