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| UN MONDO SCONOSCIUTO - DYLAN DOG 208 | FRASI DA RICORDARE
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Ebbene, è successo. Da anni gli sceneggiatori si sforzavano nel tentativo di sfornare una storia che fosse più brutta di Il bosco degli assassini. C'erano già andati vicini con La storia di Dylan Dog, ma soltanto grazie allo sconvolgente apporto del fu-bravo Tito Faraci si è reso possibile questo evento.Un mondo sconosciuto è, almeno sulla serie regolare, il massimo del minimo. Troppe le brutte cose da dire per spiegare il motivo, occorrerebbe leggere l'albo per comprendere pienamente, e non voglio certo dare consigli tanto deleteri. Eppure Faraci non è certo un pinco pallino, basti considerare il premio ricevuto recentemente per la sceneggiatura de Il segreto del vetro direttamente dalle mani di Antonio Ricci. Do il beneficio del dubbio, anzi, a Faraci: diciamo che la sceneggiatura per quest'albo di Dylan Dog è venuta così orribile perché era alle prese con la stesura della ministoria di Spiderman a Venezia. Dimenticavo: i disegni sono di Cossu, l'autore è bravo, ma non particolarmente ispirato; inoltre ultimamente gli affibbiano i fantasy, mentre io lo preferivo di gran lunga in storie angoscianti come ad esempio Ombre. Dimenticavo: l'albo negli intenti dovrebbe anche far ridere. Dovrebbe.
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| HOLLYWOOD BRUCIA - JOHN DOE 8 | FRASI DA RICORDARE
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Tanto per cominciare ringrazio Bartoli e Recchioni per aver intitolato questo episodio come lo hanno intitolato. Spinto dalla curiosità ho dato una spulciatina su internet, scoprendo che il titolo è identico a quello di un film dalla trama molto stuzzicante per quanto, a detta di alcuni critici, non molto riuscito.Tra l'altro l'immagine qui a fianco, sempre grazie ai miei problemi di mancanza di scanner, non rappresenta, come i più accorti avranno intuito, la copertina di questo episodio di JD, ma proprio la locandina del film a cui l'albo deve il nome definitivo. La trama (dell'albo) ruota attorno ad un vecchio classico, ossia le leggende urbane ed i loro creatori, e poiché John Doe è di per se una leggenda urbana è chiaro che i creatori siano molto interessati a lui. Ma in fondo non è che della trama o del finale un po' debole o delle inconguenze importi poi tanto, le cose che colpiscono di più sono altre, delle boutades piazzate nel corso della storia che però dànno il loro effetto: per esempio la triste storia di John Smith, un uomo costretto dai Creatori ad interpretare il tizio a cui viene asportato un rene (immortalato in una celebre canzone), sadicamente senza anestesia, poi abbandonato ogni volta in una parte diversa del mondo perché racconti la sua storia ed infine, ogni volta, riacciuffato perché gli si possa trapiantare nuovamente lo stesso rene per poterlo poi togliere. In questo episodio, per la prima volta, i quattro cavalieri dell'apocalisse non compaiono nemmeno di striscio, e la facilità con cui John viene catturato dal gruppo di creatori di leggende dimostra ancora una volta quanto i suddetti cavalieri, a dispetto dei propri poteri, siano dei pasticcioni incompetenti (essendo burocrati, dirà qualcuno...). In ultima tavola la presentazione di un nuovo personaggio, un simpatico bimbetto che gioca con la Terra come se fosse una biglia! Chi sarà? Mi ricorda un certo modo di immaginarsi Dio...
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| LA NOTTE DEI DIAMANTI - JULIA 64 | FRASI DA RICORDARE
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C'è una Creamynologa, Julia Kendall, che nella stessa notte flirta con un integerrimo tenente della polizia di New York (Alan Webb) e con un ladro gentiluomo ma non troppo incontrato anni prima su un treno, poi le vengono i sensi di colpa per aver tradito così la fiducia del suo amico tenente ma ci ripensa e si pente di essersi pentita perché da brava veterofemminista non sopporta che secondo il pensiero comune un uomo pieno di donne è masculu mentre una donna piena di uomini è una... ehr... come dire... sì insomma... una puttana, ecco!A ogni modo, a dimostrazione della serrata continuity della serie, in 64 episodi Julia e Webb si sono baciati in ben due occasioni, ed in entrambi i casi la situazione si è subito risolta senza spazio per futuri strascichi (nuziali o di altro tipo); stavolta addirittura Berardi, pur di ostacolare la storia tra i due, fa prendere una bella botta in testa al tenente, che così dimentica il bacio e tutti i buoni propositi. Però non è nemmeno bello che una criminologa si metta con un fuorilegge (non siamo certo in un film dei fratelli Coen), quindi il simpatico Tim O'Leary è costretto a rivelarsi un incorreggibile furfante che si approfitta dell'ingenuità di una fanciulla imberbe per fare i suoi porci comodi. Ah, nel mezzo c'è , oltre al solito riconoscibilissimo incubo, anche il solito giallo-noir, per una volta senza morti, con il complotto per eliminare un tizio e tutta una serie di macchiette, che culmina con l'ennesima citazione tarantiniana dove tutti si trovano con l'arma in pugno o cercano di comprare i killer degli altri invece di assumerne di nuovi. Che @@!!! Nella posta del cuore, una lettrice della prima ora si lamenta per il nuovo frontespizio di pagina tre, che arriva a mostrare pericolo, sospetto e tutte cose che in una serie gialla-noire come questa non vanno bene, e viene prontamente cazziata e confortata da Berardi in persona che la assicura che i buoni sentimenti non mancheranno!
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L'interno della fanzine, tanto per giustificare la presenza del ratto in copertina, comprende:
Qualcuno potrebbe aver notato uno stile differente rispetto alle solite recensioni del Votarxy, con toni più elegiachi e zero critiche. C'è chi potrebbe sospettare una sorta di autocensura del suddetto per non doversi pronunciare sull'operato proprio e dei suoi collaboratori, ma non ci vuole molto a dissolvere questi dubbi. Nell'attesa di trovare il "non molto" necessario il Votarxy vi augura buona lettura! |