FUMETTOMANI@ Rivista di critica, approfondimento, recensioni, interviste e preview sul mondo dei fumetti

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domenica, novembre 23, 2003
Ho letto, con ritard...

Ho letto, con ritardo, il maxi Dylan Dog. Credo proprio che tutte queste uscite facciano male alla qualità della serie, ed è come dire che ho scoperto l'acqua calda.
Ci sono tre storie, tutte disegnate dalla premiata ditta Montanari & Grassani.

Quella che si salva di più, 9°-stante lo sfondo ecologista rompa un po' le @@, è la prima ("Il capobranco": testi di Paola Barbato), storia che conclude la trilogia iniziata con il terzo episodio della serie regolare (Le notti della luna piena) e continuata con L'ultimo plenilunio. Diciamo che, come "L'ultimo plenilunio" riprende alcuni personaggi dell'albo "Le notti della luna piena", così capita in questa storia rispetto al secondo episodio della trilogia: torna, in sostanza, la ragazza di quella storia, che all'epoca era la classica ribelle contestataria animalista piena di soldi e adesso sembra meno stereotipata nel suo attaccamento agli animali (che si è peraltro sviluppato vieppiù!).
Pessima, a mio avviso, l'idea di piazzare proprio questa storia in un albo fuoriserie!

Il secondo episodio del maxi-volume, scritto da Robin Wood, lascia perplessi, come ogni storia uscita fuori da questo autore che preferivo di gran lunga su LancioStory e Skorpio alle prese con personaggi più suoi. Il titolo è "La donna venuta dal nulla", e si narra di uomini che uccidono donne e di donne morte che uccidono uomini. O qualcosa del genere. Dylan Dog un po' fuori dal personaggio, soprattutto nel finale.

L'ultima storia è di Pasquale Ruju, s'intitola "Futuro imperfetto", ed è l'ennesima variazione sul tema dei paradossi temporali. Sinceramente, non ne posso più! Soprattutto credo che in questi casi bisognerebbe considerare che il paradosso è tale in quanto non può verificarsi (c'è da dire che comunque è pur sempre molto utile, soprattutto nelle strade sterrate!); un bel film in proposito è il famoso L'esercito delle dodici scimmie, di Terry Gilliam. Grande storia, tutto l'opposto di questa appena recensita!




Recetto da: Votarxy a 21:29 | link | commenti (3) |

GLI SPECULATOR...

GLI SPECULATORI - MAGICO VENTO 78 FRASI DA

Avevo scritto la recensione già ieri sera, ma non l'ho pubblicata perché ancora c'erano da inserire le memorabilia ed ero già in ritardo per la festa di compleanno di LaTizia.

Allora ho lasciato il pc acceso e son andato via, furbescamente senza salvare il file. Poi credo ci sia stato un black-out o qualcosa di simile, perché al ritorno c'era il pc spento e la mia recensione non l'ho trovata mica. Ho pensato ad un ladro che voleva dimostrarmi la sua abilità. Poi ho pensato cose brutte su me e la mia somiglianza con certe parti anatomiche che le ragazze solitamente non hanno. Poi ho pensato che qualcosa dovevo pur pubblicare ed allora eccomi a scrivere questo inutile preambolo prima della vera e propria

Recensione: Si conclude la storia in due puntate cominciata nel numero precedente (bell'incipit, mi piace!). Stranamente il protagonista del numero 77 (Pioggia-in-faccia), al quale era dedicato anche il titolo, non ha praticamente ruolo e scompare in sordina già a tavola 8, cosicché il resto della narrazione è tutto dedicato alla ricerca del grano rubato, condotta simultaneamente su più fronti: da un lato Magico Vento, dall'altro Poe con cui poi si incontreranno, dall'altro ancora il generale Custer, ed in mezzo a queste ricerche c'è l'attuale possessore della refurtiva che si barcamena come meglio può.
Tanti i giochi di scatole cinesi già dalle prime pagine: Magico Vento dichiara di aver fatto il doppio gioco per liberare l'indiano, poi si scopre che in realtà era d'accordo con Custer che così fa il doppio gioco col governo, poi ancora che effettivamente Magico Vento non sta ai patti con Custer, e poi ci sono tanti che hanno una doppia faccia e che nel corso della storia decidono di cambiare bandiera ed il tutto culmina con una menzogna di proporzioni rilevanti.

Ma forse sto svelando troppi particolari, non vorrei rovinare la lettura a chi dopo aver letto la qui presente rece accorrerà in edicola per versare le due euro e trenta necessarie all'acquisto del fumetto.

Passando ad altro, per la prima volta nella serie Magico Vento esterna il suo giudizio positivo nei confronti dell'amico (per di più alle spalle) definendolo "un vero genio" ed ammettendo di essere cambiato proprio grazie a lui, avendo imparato ad usare prima la testa che le mani; questo è facile da notare, ricordo che nei primi albi aveva gli atteggiamenti dell'assassino a sangue freddo, a volte anche senza motivo (nell'episodio n. 17: Il collezionista, partecipa ad un torneo ad eliminazione diretta ed è pronto a scalpare una sua vittima), e denota la cura quasi ossessiva dell'autore nel cercare una continua evoluzione dei personaggi: sono ben lontani i tempi in cui Ned Ellis (alias Magico Vento) si ritrovava a fare da chioccia al suo nuovo amico.

Purtroppo però non sono assenti le pecche, tra cui cito la grossolanità dell'indovinello proposto a Poe e che può condurre al nascondiglio del grano, un'eccessiva faciloneria nelle soluzioni, soprattutto in quella finale, e l'ultima frase con cui Magico Vento parla del generale Custer: "Lo incontreremo di nuovo, Poe... ma ho idea che la prossima volta sarà sul campo di battaglia!" Certo, è una frase ad effetto, ma non sembra essere molto parte del contesto, pare soltanto che ci sia un contatto medianico tra lui e l'autore Manfredi che permette di conoscere particolari del futuro.

Nel complesso una storia godibile, lunga ma priva di continuity, più adatta ai nuovi lettori che vogliono vedere un western differente rispetto ai canoni classici.

A proposito di particolari sul futuro: pare che presto l'eterna zitella Rifiuta-di-smettere convolerà a giuste nozze, e nel prossimo episodio torna ai pennelli un Grande del fumetto italiano.

soggetto e sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
disegni: Giuseppe Barbati e Maurizio Di Vincenzo
copertina: Corrado Mastantuono
lettering: Luca Corda

RICORDARE
  • HARRIS (titolare del saloon di Bismarck): "Voi vi siete trovati un nuovo sindaco, ma io ho perso un lavapiatti. Cerco un sostituto: la paga fa schifo, ma le prospettive di carriera sono ottime!..."

  • RONALD, sbronzo, si sveglia bruscamente: "Ehi... si può sapere che diavolo sta succedendo?"

    KENNETH: "Niente, Ronald. Magico Vento ci ha salvato la vita, tutto qui. Continua pure a dormire!"

  • POE, all'avvocato-sguattero Garrison: "A un avvocato non serve una pistola, per far danni!"












Recetto da: Votarxy a 18:17 | link | commenti (2) |

giovedì, novembre 20, 2003
Ieri abbiamo ultimat...

Ieri abbiamo ultimato le correzioni al nuovo numero di Fumettomania. Mi sembra incredibile tornare sulla carta stampata, oramai son già passati due anni dall'ultima edizione!


Recetto da: Votarxy a 10:29 | link | commenti (3) |

domenica, novembre 16, 2003
IL BACIO DELL'...

IL BACIO DELL'ASSASSINO - NAPOLEONE 38 FRASI DA

Ieri è uscito in nuovo albo del bimestrale Napoleone Di Carlo Ambrosini, e per norma dovrei piazzare la relativa recensione.
Ma proprio non ho voglia.
Non è che sia una brutta storia, e c'è persino la partecipazione della guest-star
Luigi Pirandello con tutti i suoi giochi di scatole cinesi ed arabeschi del destino.
In poche parole: non mi attira!
Dopo diversi albi belli di fila capita di topparne uno, nulla di male, e poi questo è solo il mio modesto parere, magari non condiviso dal resto dei lettori. Il primo commento che ho notato nella mailing list di
AYAAAAK, ad esempio, è pienamente positivo, sia per i testi che per i disegni.

Ad ogni modo è interessante far notare che anche quest'episodio, parimenti a quello attualmente in edicola di John Doe, è ambientato in un manicomio, seppure con presupposti, trama e modalità di svolgimento e citazioni completamente diversi.

Piccolo appunto: in due periodi differenti c'è un uso a mio parere improprio di un verbo, forse una citazione dal modo di parlare dello stesso Pirandello? Le frasi in questione sarebbero:

1) "Pirandello, cara signorina, è il mio autore e ha CREDUTO di auto citarsi in un testo teatrale." - da notare la ridondanza dell'espressione "auto citarsi";
2) "Olaf Rheinz è mio fratello... è ricoverato alla Maison Aimable e io sono a Ginevra per passare un po' di tempo con lui. Ho CREDUTO di accettare l'ospitalità dei Lamballe alla clinica per stargli più vicino."

RICORDARE
  • NAPOLEONE, assalito nel proprio letto da una donna nuda che cerca di rubargli l'onore, dà sfoggio della sua differenza con il collega Dylan Dog: "Rivestiti e torna immediatamente in camera tua!"







Recetto da: Votarxy a 15:31 | link | commenti |

venerdì, novembre 14, 2003
L'INTRUSO - GE...

L'INTRUSO - GEA 10 FRASI DA

Storia di transizione ma non per questo non bella quella di questo semestre per la combattente che veste alla rockettara!

Soggetto, sceneggiatura, disegni e copertina sono come al solito opera dell'infaticabile Enoch, mentre il punto di riferimento principale, come si intuisce facilmente già prima di sfogliare l'albo, è L'alieno, un fanta-giallo con protagonista quel bisteccone di Kyle MacLachlan:
in sostanza si ipotizza che nella città di Gea viva una comunità di ladri di corpi, delle specie di vermoni che si insinuano dentro i cadaveri, divorano tutti gli organi vitali e poi li usano, aggiustati, come corpi per interagire con gli esseri umani. Scopo di Gea è sbarazzarsi di questi esseri per evitare che il mondo si accorga che non tutto va come è scritto sui libri.

Trama a parte, il bello delle storie di Gea è sempre stato la caratterizzazione dei personaggi e l'ossessione quasi maniacale per i particolari, che a volte sono anche piuttosto osés: ricordo - per citare un episodio passato - un dialogo graffiato sui muri con diverse scritture:
Susan Blows, I know! So your mother!
[traduzione per i meno anglofoni (tra i quali non rientra il mio Commentatore): "Susan succhia, IO SO!" - e la risposta: "Anche tua mamma!"]

Tra i giochini nascosti ho notato:
1) a casa di Sig (l'amico ricchione di Gea e Leo) - un poster intitolato THE REAL BLACK BLOCS in cui tra gli altri loschi figuri figura la figura di qualcuno che somiglia tanto all'attuale premier del Bel Paese;
2) una citazione - inconscia? - da un bel libro di
Stefano Benni (Saltatempo) nel pezzo in cui Gea & Leo si divertono assieme nel lettone (lei che mozzica violentemente il volto del ragazzo); ed un'altra poche pagine prima che vede coinvolti Sig e il suo amico sieropositivo, che in un breve momento di ilarità gli dice: "Ma sarai scemo?";
3) la saga di Asterix in versione satirica;
4) il Gfh (ci ho messo 3 letture prima di trovarlo, stavolta, non pretenderete che vi dica anche dove?).

Citazioni a parte, un minimo aggancio di continuity con la saga della Razza Nemica viene dato nelle prime pagine, che mostrano come Il figlio del tuono sia tutt'altro che defunto (vabbé, s'era capito subito!) ed un paio di flashback su vecchi scontri tra Baluardi ed Invasori, che fanno capire come dentro Gea in qualche modo dimori la memoria di un'antica combattente, Inanna. Ad ogni modo per Gea si prevedono brutti tempi, e non solo per via del fatto che il sigillo sta per rompersi, ma anche perché la sua identità segreta comincia a fare acqua da tutti i pori (che schifo di metafore vengono fuori alle 3 di notte!), un po' come succede per DareDevil: a parte lo svitato agente Diderot, adesso anche lo sbirro negro Al Khatib comincia a sospettare qualcosa, e non parliamo poi di Leonardo e Sig... insomma, tutto lascia supporre che presto o tardi qualcosa accadrà.

Qualcosa è comunque accaduto su un versante del tutto opposto: per la prima volta - credo - nella storia della Bonelli, è rappresentato un amplesso come si deve, senza trucchi o artifizi e senza ricorrere a viaggi nel mondo etereo: pagine e pagine della protagonista della serie che si dà al sesso selvaggio con l'amico paraplegico dotato anche di un piercing magico al popparuolo... tra l'altro non so se attribuire il rinato vigore del maschietto al suddetto anello, al contatto approfondito con Gea o semplicemente a problemi di prostata (la scena hard si svolge al mattino presto, e noi maschietti sappiamo che cosa succede in quella fascia oraria).
La componente erotica è comunque vista da Enoch sotto un aspetto più buffo che sensuale: dai problemi fisici che può dare il "dolce su e giù" praticato coi piercing ai problemi di convivenza (i tre folletti di Gea si trovano piuttosto in imbarazzo nell'assistere a certe scene, non c'erano abituati mica).

Altra chiave di lettura non solo dell'episodio in se ma dell'intera serie è l'impegno sociale (che in dosi eccessive stona, ma nella maggior parte dei casi Enoch riesce a contenersi).
Fa sorridere ma anche riflettere il modo in cui Sig rifiuta di baciare l'amico sieropositivo senza prendere le "precauzioni adatte" (perché l'aids non si trasmette coi baci, ma herpes e tante altre malattie connesse purtroppo si).
Fa sorridere anche la satira di Enoch sulla questione delle canne: non ci si è mai schierato a favore apertamente, almeno alla Bonelli, ma gli piace far notare l'incongruenza della legislazione italiana nel settore "sostanze tossiche", e questo è un argomento che con la recente proposta di Fini sta tornando preoccupantemente alla ribalta.
Un'altra questione di cui si parla nuovamente negli ultimi giorni, quasi a reclamizzare l'albo appena uscito, riguarda l'imprenditore che tempo addietro ha dato fuoco ad un dipendente che pretendeva condizioni di lavoro più regolari; in questi giorni pare che la nuova sentenza abbia negato l'aggravante dei "motivi abbietti". Mah!
Interessante poi lo scambio di battute tra Leo e suo padre a proposito dei due tizi che anni prima lo hanno messo sotto con l'auto costringendolo alla sedia a rotelle.
Tornando all'impegno sociale, piuttosto che quello assunto in se da uno dei personaggi fondamentali della storia, il negro Les, che si occupa di tener su una palestra dove si insegna boxe e contemporaneamente si sviano i ragazzi di quartiere dalla cattiva strada, salta all'occhio l'impegno sociale dell'entità che ha rubato il cadavere di Les ma cerca di continuarne l'opera e sembra affezionarsi sinceramente ai familiari ed agli amici del suo ospite, e qui sono in forte disaccordo con la decisione di Gea e la sua dichiarazione ("Quella non è la tua famiglia, e il tipo su cui i ragazzi del Gym contano è morto!"). Ha ragione, forse, ma non sono d'accordo! Ad ogni modo, il suo dovere è mantenere l'ordine, e suppongo che abbia valutato che creature che vanno in giro a fregare cadaveri dall'obitorio possano creare scompiglio.

Insomma, non c'è di che lamentarsi! Eppure qualcosa di storto ci dev'essere, altrimenti perché mi sembra che questa storia non sia all'altezza delle precedenti? Brutta non è, e non posso dire che non sia bella. Però non mi piace. O almeno non del tutto. Boh!

RICORDARE
  • GEA, l'impavida combattente: "Cosa c'è? Una bestia schifosa? un RAGNO? Se è un ragno lo ammazzi tu!"

  • LEO (dopo una session di sesso assatanato): "E mi hai anche colpito sul naso con una ginocchiata! Come hai fatto ancora non l'ho capito..."

  • LEO (al su' babbo hippie-yuppie): "Senti, niente Maria, ma posso offrirti dell'ottimo single malt scozzese; è tossico, potenzialmente letale., dà dipendenza fisica, ma è legale!"



















Recetto da: Votarxy a 03:26 | link | commenti (6) |