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Ho letto, con ritardo, il maxi Dylan Dog. Credo proprio che tutte queste uscite facciano male alla qualità della serie, ed è come dire che ho scoperto l'acqua calda.
Ci sono tre storie, tutte disegnate dalla premiata ditta Montanari & Grassani.
Quella che si salva di più, 9°-stante lo sfondo ecologista rompa un po' le @@, è la prima ("Il capobranco": testi di Paola Barbato), storia che conclude la trilogia iniziata con il terzo episodio della serie regolare (Le notti della luna piena) e continuata con L'ultimo plenilunio. Diciamo che, come "L'ultimo plenilunio" riprende alcuni personaggi dell'albo "Le notti della luna piena", così capita in questa storia rispetto al secondo episodio della trilogia: torna, in sostanza, la ragazza di quella storia, che all'epoca era la classica ribelle contestataria animalista piena di soldi e adesso sembra meno stereotipata nel suo attaccamento agli animali (che si è peraltro sviluppato vieppiù!).
Pessima, a mio avviso, l'idea di piazzare proprio questa storia in un albo fuoriserie!
Il secondo episodio del maxi-volume, scritto da Robin Wood, lascia perplessi, come ogni storia uscita fuori da questo autore che preferivo di gran lunga su LancioStory e Skorpio alle prese con personaggi più suoi. Il titolo è "La donna venuta dal nulla", e si narra di uomini che uccidono donne e di donne morte che uccidono uomini. O qualcosa del genere. Dylan Dog un po' fuori dal personaggio, soprattutto nel finale.
L'ultima storia è di Pasquale Ruju, s'intitola "Futuro imperfetto", ed è l'ennesima variazione sul tema dei paradossi temporali. Sinceramente, non ne posso più! Soprattutto credo che in questi casi bisognerebbe considerare che il paradosso è tale in quanto non può verificarsi (c'è da dire che comunque è pur sempre molto utile, soprattutto nelle strade sterrate!); un bel film in proposito è il famoso L'esercito delle dodici scimmie, di Terry Gilliam. Grande storia, tutto l'opposto di questa appena recensita!
| GLI SPECULATORI - MAGICO VENTO 78 | FRASI DA | |
Avevo scritto la recensione già ieri sera, ma non l'ho pubblicata perché ancora c'erano da inserire le memorabilia ed ero già in ritardo per la festa di compleanno di LaTizia.
Allora ho lasciato il pc acceso e son andato via, furbescamente senza salvare il file. Poi credo ci sia stato un black-out o qualcosa di simile, perché al ritorno c'era il pc spento e la mia recensione non l'ho trovata mica. Ho pensato ad un ladro che voleva dimostrarmi la sua abilità. Poi ho pensato cose brutte su me e la mia somiglianza con certe parti anatomiche che le ragazze solitamente non hanno. Poi ho pensato che qualcosa dovevo pur pubblicare ed allora eccomi a scrivere questo inutile preambolo prima della vera e propria Recensione: Si conclude la storia in due puntate cominciata nel numero precedente (bell'incipit, mi piace!). Stranamente il protagonista del numero 77 (Pioggia-in-faccia), al quale era dedicato anche il titolo, non ha praticamente ruolo e scompare in sordina già a tavola 8, cosicché il resto della narrazione è tutto dedicato alla ricerca del grano rubato, condotta simultaneamente su più fronti: da un lato Magico Vento, dall'altro Poe con cui poi si incontreranno, dall'altro ancora il generale Custer, ed in mezzo a queste ricerche c'è l'attuale possessore della refurtiva che si barcamena come meglio può. Ma forse sto svelando troppi particolari, non vorrei rovinare la lettura a chi dopo aver letto la qui presente rece accorrerà in edicola per versare le due euro e trenta necessarie all'acquisto del fumetto. Passando ad altro, per la prima volta nella serie Magico Vento esterna il suo giudizio positivo nei confronti dell'amico (per di più alle spalle) definendolo "un vero genio" ed ammettendo di essere cambiato proprio grazie a lui, avendo imparato ad usare prima la testa che le mani; questo è facile da notare, ricordo che nei primi albi aveva gli atteggiamenti dell'assassino a sangue freddo, a volte anche senza motivo (nell'episodio n. 17: Il collezionista, partecipa ad un torneo ad eliminazione diretta ed è pronto a scalpare una sua vittima), e denota la cura quasi ossessiva dell'autore nel cercare una continua evoluzione dei personaggi: sono ben lontani i tempi in cui Ned Ellis (alias Magico Vento) si ritrovava a fare da chioccia al suo nuovo amico. Purtroppo però non sono assenti le pecche, tra cui cito la grossolanità dell'indovinello proposto a Poe e che può condurre al nascondiglio del grano, un'eccessiva faciloneria nelle soluzioni, soprattutto in quella finale, e l'ultima frase con cui Magico Vento parla del generale Custer: "Lo incontreremo di nuovo, Poe... ma ho idea che la prossima volta sarà sul campo di battaglia!" Certo, è una frase ad effetto, ma non sembra essere molto parte del contesto, pare soltanto che ci sia un contatto medianico tra lui e l'autore Manfredi che permette di conoscere particolari del futuro. Nel complesso una storia godibile, lunga ma priva di continuity, più adatta ai nuovi lettori che vogliono vedere un western differente rispetto ai canoni classici. A proposito di particolari sul futuro: pare che presto l'eterna zitella Rifiuta-di-smettere convolerà a giuste nozze, e nel prossimo episodio torna ai pennelli un Grande del fumetto italiano.
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Ieri abbiamo ultimato le correzioni al nuovo numero di Fumettomania. Mi sembra incredibile tornare sulla carta stampata, oramai son già passati due anni dall'ultima edizione!
| IL BACIO DELL'ASSASSINO - NAPOLEONE 38 | FRASI DA |
Ieri è uscito in nuovo albo del bimestrale Napoleone Di Carlo Ambrosini, e per norma dovrei piazzare la relativa recensione.Ma proprio non ho voglia. Non è che sia una brutta storia, e c'è persino la partecipazione della guest-star Luigi Pirandello con tutti i suoi giochi di scatole cinesi ed arabeschi del destino. In poche parole: non mi attira! Dopo diversi albi belli di fila capita di topparne uno, nulla di male, e poi questo è solo il mio modesto parere, magari non condiviso dal resto dei lettori. Il primo commento che ho notato nella mailing list di AYAAAAK, ad esempio, è pienamente positivo, sia per i testi che per i disegni. Ad ogni modo è interessante far notare che anche quest'episodio, parimenti a quello attualmente in edicola di John Doe, è ambientato in un manicomio, seppure con presupposti, trama e modalità di svolgimento e citazioni completamente diversi. Piccolo appunto: in due periodi differenti c'è un uso a mio parere improprio di un verbo, forse una citazione dal modo di parlare dello stesso Pirandello? Le frasi in questione sarebbero: 1) "Pirandello, cara signorina, è il mio autore e ha CREDUTO di auto citarsi in un testo teatrale." - da notare la ridondanza dell'espressione "auto citarsi"; |
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| L'INTRUSO - GEA 10 | FRASI DA |
Storia di transizione ma non per questo non bella quella di questo semestre per la combattente che veste alla rockettara!
Soggetto, sceneggiatura, disegni e copertina sono come al solito opera dell'infaticabile Enoch, mentre il punto di riferimento principale, come si intuisce facilmente già prima di sfogliare l'albo, è L'alieno, Tra i giochini nascosti ho notato: Citazioni a parte, un minimo aggancio di continuity con la saga della Razza Nemica viene dato nelle prime pagine, che mostrano come Il figlio del tuono sia tutt'altro che defunto (vabbé, s'era capito subito!) ed un paio di flashback su vecchi scontri tra Baluardi ed Invasori, che fanno capire come dentro Gea in qualche modo dimori la memoria di un'antica combattente, Inanna. Ad ogni modo per Gea si prevedono brutti tempi, e non solo per via del fatto che il sigillo sta per rompersi, ma anche perché la sua identità segreta comincia a fare acqua da tutti i pori (che schifo di metafore vengono fuori alle 3 di notte!), un po' come succede per DareDevil: a parte lo svitato agente Diderot, adesso anche lo sbirro negro Al Khatib comincia a sospettare qualcosa, e non parliamo poi di Leonardo e Sig... insomma, tutto lascia supporre che presto o tardi qualcosa accadrà. Qualcosa è comunque accaduto su un versante del tutto opposto: per la prima volta - credo - nella storia della Bonelli, è rappresentato un amplesso come si deve, senza trucchi o artifizi e senza ricorrere a viaggi nel mondo etereo: pagine e pagine della protagonista della serie che si dà al sesso selvaggio con l'amico paraplegico dotato anche di un piercing magico al popparuolo... tra l'altro non so se attribuire il rinato vigore del maschietto al suddetto anello, al contatto approfondito con Gea o semplicemente a problemi di prostata (la scena hard si svolge al mattino presto, e noi maschietti sappiamo che cosa succede in quella fascia oraria). Altra chiave di lettura non solo dell'episodio in se ma dell'intera serie è l'impegno sociale (che in dosi eccessive stona, ma nella maggior parte dei casi Enoch riesce a contenersi). Insomma, non c'è di che lamentarsi! Eppure qualcosa di storto ci dev'essere, altrimenti perché mi sembra che questa storia non sia all'altezza delle precedenti? Brutta non è, e non posso dire che non sia bella. Però non mi piace. O almeno non del tutto. Boh! |
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